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Acne, il cibo è innocente !

La scienza smentisce i luoghi comuni secondo cui cioccolato, salumi e altri alimenti sono responsabili della comparsa dei brufoli.
Le cause sono ben altre.Ancora brufoli! Sembrano spuntare come funghi. Avrò mangiato senz’altro troppa pizza o troppo cioccolato.
E invece no. Sfatiamo un vecchio mito: l’acne non dipende da quello che si mangia.
È una questione molto più complessa. Che comprende ormoni, stress, e può essere peggiorata da cattive abitudini. Ma che con le opportune contromisure può guarire praticamente quasi sempre, anche nei casi più gravi. A patto di rivolgersi alle persone esperte del settore, ovvero ai dermatologi.
L’acne compare soprattutto nel periodo dell’adolescenza, tuttavia può presentarsi anche in età adulta. Nella maggior parte delle persone regredisce intorno ai 30 anni, ma talvolta può persistere anche fino a 40-50 anni.
Può manifestarsi con forme più lievi o più gravi e, se si insinua in profondità nei tessuti, può portare alla formazione di cisti o lasciare cicatrici molto evidenti.
Per non farci rovinare definitivamente la pelle da questa insidiosa malattia cutanea, vediamo quindi qual è la sua origine e quali sono le cause reali: sarà più facile combatterla.
Che cosa c’è alla base del brufolo I tanto temuti brufoli sono dovuti all’infiammazione dei pori della cute che sono stati otturati, in parte o completamente, dal sebo e da cellule morte. L’insieme di questo materiale costituisce il comedone, chiamato comunemente punto nero o bianco.

Il colore varia in base a come si presenta l’apertura del poro: se rimane libera, nonostante la presenza del materiale all’interno del poro, si ha il punto nero, se, invece, si tappa perché completamente ostruita dalle sostanze che vi ristagnano, si ha il punto bianco.
In entrambi i casi, ciò che rimane all’interno del follicolo pilifero costituisce un ottimo substrato per la crescita di batteri. Che sono i veri responsabili dell’arrossamento prima e del gonfiore e della formazione del pus poi.
Ecco, in sintesi, che cosa sono quei piccoli vulcani che punteggiano la cute acneica, e che tendono a comparire nelle zone del corpo in cui la pelle è più ricca di ghiandole sebacee: il viso, il petto, e la parte superiore della schiena.
I fattori scatenanti
Per la loro formazione sono chiamati in causa diversi fattori: primo fra tutti l’aumento degli ormoni sessuali, un fenomeno che avviene in maniera molto marcata nel corso della pubertà (ecco perché l’acne predilige i teenager), ma che si ritrova con caratteristiche diverse anche nella vita adulta, specie nelle donne.
Per esempio durante il ciclo mestruale oppure dopo la sospensione della pillola anticoncezionale o, ancora, negli anni che precedono la menopausa.
Tra gli ormoni sessuali a essere incriminati sono più precisamente gli androgeni, ormoni maschili che sono però presenti anche nell’organismo femminile che, proprio a partire da queste sostanze, produce gli ormoni tipici della donna, ovvero gli estrogeni.
Che cosa c’entrano gli androgeni con l’acne? C’entrano, eccome, perché inducono un ingrandimento delle ghiandole sebacee presenti nel follicolo pilifero e un aumento della produzione di sebo, cioè proprio quelle alterazioni che costituiscono la base per l’istaurarsi della malattia e favoriscono il proliferare dei batteri.
Ma gli ormoni non sono i soli responsabili. Esistono anche fattori individuali, come una predisposizione genetica, oppure l’assunzione di alcuni farmaci, quali il litio, i barbiturici, i corticosteroidi e, ovviamente, farmaci a base di androgeni.
Miti da sfatare e metodi da adottare
Oltre a scagionare alcuni alimenti come cioccolato o salumi, tradizionalmente accusati (in modo ingiusto) di far comparire i brufoli, altri miti da sfatare riguardano le responsabilità di igiene e sudorazione nella genesi della malattia.
Questi fattori, però, possono influenzare l’andamento delle manifestazioni cutanee una volta instaurate: se affrontati nel modo giusto quindi possono facilitare la gestione della malattia.
Al contrario, presi per il verso sbagliato, possono peggiorare la situazione della cute malata.
L’igiene è importante, ma lo è ancor di più usare i prodotti giusti. Pensare che lavaggi energetici consentano di eliminare più facilmente il sebo è un errore. Per la pelle irritata dall’acne è consigliato un lavaggio delicato due volte al giorno, evitando tonici alcolici, saponi abrasivi, maschere e scrub facciali.
Anche l’uso di spugnette può causare piccoli traumi sulla pelle irritata e aggravare la situazione. Meglio, quindi, stendere delicatamente il prodotto detergente con le dita e usare acqua tiepida per sciacquare.
Se si suda, è bene lavarsi nuovamente, perché il ristagno del sudore favorisce la comparsa dei brufoli.
Questi, poi, non vanno mai schiacciati: se ci si fa tentare e si prova a eliminare manualmente lo sgradito ospite, esso ritorna più aggressivo di prima. Inoltre, presi dalla foga si possono causare piccole lesioni che danno luogo successivamente alla formazione di cicatrici.
Qualche trucco per non irritare di più la pelle
Altri piccoli accorgimenti possono migliorare l’estetica della pelle acneica. Per esempio, è bene evitare l’esposizione al sole e non toccare continuamente la zona interessata dalla malattia.
I raggi solari ispessiscono la cute e invece di asciugarla ne peggiorano le condizioni, mentre non stuzzicare le zone irritate con continui contatti con le mani che, peraltro, non sono mai del tutto pulite, è una strategia che favorisce un miglior aspetto della pelle.
La rasatura, negli uomini, richiede alcune attenzioni. Piccoli stratagemmi per non irritare ulteriormente la cute consistono nello sciacquarla con acqua tiepida prima di passare il rasoio, in modo da ammorbidire i peli, e usare con mano leggera rasoi sempre affilati per non causare abrasioni o tagli.
Se proprio si devono usano cosmetici, eseguire l’applicazione del make-up solo dopo aver usato una base opportuna (anti-acne) e facendo attenzione a usare cosmetici (creme solari comprese) rigorosamente “oil-free”, cioè non comedogenici.
Lo stesso vale per i gel e gli altri prodotti per capelli. Anche questi ultimi non vanno trascurati quando si hanno problemi di acne. Capelli molto grassi richiedono lavaggi frequenti, anche tutti i giorni, con shampoo delicati.
Quali prodotti scegliere e a chi rivolgersi
Più precoce è il trattamento, minore è il rischio che si formino segni o cicatrici difficilmente eliminabili successivamente.
Per le forme lievi di acne si possono usare prodotti specifici da applicare localmente che nella maggior parte dei casi contengono perossido di benzoile, acido salicilico, zolfo.
È buona regola applicarli 10-15 minuti dopo essersi lavati: lasciando passare qualche minuto dal lavaggio, si ripristina il film idrolipidico che facilita l’assorbimento di questi preparati.
Bisogna anche pazientare un po’ per vedere i risultati, che compaiono non prima di 6-8 settimane.
I trattamenti per le forme lievi di acne comprendono anche farmaci su prescrizione medica, quali antibiotici o retinoidi per via locale, oppure anticoncezionali orali, la classica pillola, ma questi rimedi devono sempre essere prescritti da un medico.
Se l’acne è di tipo grave, è opportuno ricorrere allo specialista, che potrà optare tra diverse possibilità terapeutiche specifiche per la malattia: drenaggio ed eliminazione chirurgica delle cisti, iniezioni di corticosteroidi all’interno delle lesioni, oltre all’uso di retinoidi, antibiotici o contraccettivi per via orale.

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