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Acne, il cibo è innocente !

La scienza smentisce i luoghi comuni secondo cui cioccolato, salumi e altri alimenti sono responsabili della comparsa dei brufoli.
Le cause sono ben altre.Ancora brufoli! Sembrano spuntare come funghi. Avrò mangiato senz’altro troppa pizza o troppo cioccolato.
E invece no. Sfatiamo un vecchio mito: l’acne non dipende da quello che si mangia.
È una questione molto più complessa. Che comprende ormoni, stress, e può essere peggiorata da cattive abitudini. Ma che con le opportune contromisure può guarire praticamente quasi sempre, anche nei casi più gravi. A patto di rivolgersi alle persone esperte del settore, ovvero ai dermatologi.
L’acne compare soprattutto nel periodo dell’adolescenza, tuttavia può presentarsi anche in età adulta. Nella maggior parte delle persone regredisce intorno ai 30 anni, ma talvolta può persistere anche fino a 40-50 anni.
Può manifestarsi con forme più lievi o più gravi e, se si insinua in profondità nei tessuti, può portare alla formazione di cisti o lasciare cicatrici molto evidenti.
Per non farci rovinare definitivamente la pelle da questa insidiosa malattia cutanea, vediamo quindi qual è la sua origine e quali sono le cause reali: sarà più facile combatterla.
Che cosa c’è alla base del brufolo I tanto temuti brufoli sono dovuti all’infiammazione dei pori della cute che sono stati otturati, in parte o completamente, dal sebo e da cellule morte. L’insieme di questo materiale costituisce il comedone, chiamato comunemente punto nero o bianco.

Allattamento al seno: cosa posso mangiare?

Una mini-guida alla corretta alimentazione durante l'allattamento.
Negli ultimi anni abbiamo raggiunto una consapevolezza sempre maggiore dei benefici dell'allattamento al seno. E un numero via via più grande di donne cerca di portare avanti questa pratica, naturalmente quando è possibile.
Mangiare sano è importante durante tutta la vita. E, ancora di più, durante la gravidanza e l'allattamento, quando il corpo della madre ha bisogno di una quantità extra di energia e quindi di nutrimento.
Una parte di questa richiesta energetica viene sopperita utilizzando il grasso corporeo accumulato durante la gravidanza. Il restante bisogno deve essere soddisfatto tenendo una dieta varia e ricca di nutrimenti adatti.
Una dieta equilibrata aiuta la mamma a mantenere un ottimo stato di salute, indispensabile per prendersi cura non solo di se stessa, ma anche del nuovo bambino. Inoltre, attraverso il latte materno, il neonato assorbe tutto quello che la madre mangia.
Proprio per questo, il miglior modo per garantire al bambino una dieta sana è che la mamma stessa scelga di alimentarsi in modo equilibrato.
Che cosa mangiare
Una dieta sana si fonda sull'assunzione equilibrata di tutti gli elementi nutrizionali. Durante l'allattamento è fondamentale assumere grandi quantità di frutta a verdura e adeguate quantità di:

Dieta per la gastrite: che cosa posso mangiare?

Essendo un disturbo la cui genesi è fortemente influenzata dallo stile di vita, la gastrite può essere calmata o del tutto risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari.
Non sempre è possibile tenere a bada un’infiammazione dello stomaco soltanto seguendo una dieta corretta.
Si devono sempre considerare la gravità e la durata dei sintomi su base individuale, valutando la necessità di ricorrere al medico di famiglia ed eventualmente a visite specialistiche e test diagnostici per individuare la causa del disturbo, come per esempio la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori.
Certo è che chi soffre di disturbi di stomaco come la gastrite deve porre la massima attenzione alla dieta, scegliendo i cibi in base alle proprie preferenze ma anche alle eventuali reazioni che questi causano.
Ciascuno di noi ha un'individuale capacità di digerire e assimilare i diversi generi alimentari e spesso la presenza di intolleranze nei confronti di alcuni alimenti è del tutto ignorata. In ogni modo, è possibile stilare una dieta per la gastrite utile alla maggior parte delle persone.

Calcoli Renali

I calcoli renali possono essere causa di coliche: dolori intensi con spasmi muscolari, talora associati ad altri sintomi. Ecco le cause e la terapia.
Che cosa sono: I calcoli renali sono piccole aggregazioni (depositi) di sali minerali o altre sostanze cristallizzabili che si formano nel tratto urinario.
Si sviluppano quando avviene una precipitazione di tali sostanze contenute nelle urine.
All’inizio si formano piccoli cristalli, che successivamente possono evolvere in microcalcoli e alla fine dare origine a veri e propri calcoli che possono raggiungere, in alcuni casi, le dimensioni di una pallina da golf.
Si distinguono cinque tipologie di calcoli renali sulla base della composizione chimica:
Calcica. Rappresentano il 70-80 per cento dei casi e sono costituiti da ossalato di calcio, fosfato di calcio o da entrambi i sali insieme.
Mista. Rappresentano il 5-10 per cento dei casi e sono formati da ossalato di calcio, acido urico e fosfato di calcio.
Urica. Rappresentano il 5-15 per cento dei casi e sono costituiti da acido urico e urato di calcio.
Infettiva. Rappresentano il 10-15 per cento dei casi e possono essere costituiti da struvite (fosfato - ammonio - magnesio), struvite e carbonato apatite o urato di ammonio, fosfato di calcio.
Cistinica. Rappresentano l’1-2 per cento dei casi e sono costituiti da cistina.

Frequenza Cardiaca

Si definisce frequenza cardiaca il numero di battiti che il cuore compie in un minuto o bpm (battiti per minuto). 

La frequenza varia in modo naturale a seconda sia dell’età sia dell’attività che si sta svolgendo, sia dell’allenamento fisico.
Esistono poi condizioni patologiche che aumentano o diminuiscono la frequenza dei battiti del cuore con conseguenze più o meno gravi.
Quali sono i valori normali
Rispetto alle diverse età, sono da considerare normali i seguenti valori:
da 80 a 180 bpm per i neonati, da 80 a 100 bpm per i bambini, da 70 a 120 bpm per gli adolescenti, da 60 a 90 bpm per gli adulti (con una minima differenza tra l’uomo e la donna).
La frequenza varia anche a seconda del momento della giornata (di notte ad esempio si abbassa, mentre si alza dopo mangiato), ma anche uno stress, un’emozione improvvisa e soprattutto l’attività fisica causano un aumento dei battiti del tutto fisiologico.
Per questo i valori andrebbero misurati a riposo: in questo caso, in media la frequenza cardiaca di un uomo è di circa 70 bpm e di circa 75 bpm nelle donne (fanno eccezione gli sportivi ben allenati che hanno quasi sempre un ritmo più basso), mentre nei neonati, la frequenza a riposo è di circa 130-150 bpm.

Dieta: Pensa alle vitamine

C’è chi sceglie la tradizione, riducendo l’apporto calorico. Chi fa la dieta Atkins e chi si butta su quelle più trendy, come la Dukan. Basta girare un po’ in Internet o entrare in una libreria per rendersi conto che, di regimi alimentari dimagranti, ne esistono a decine.
Ogni dieta ha le sue specificità, le sue rinunce, i suoi sacrifici da mettere in conto. Difficile dunque fare un discorso che vada bene per tutte. Ciò che però è importante tenere d’occhio, a prescindere dal resto, è l’apporto vitaminico.
Molto diete infatti, basandosi sull’eliminazione o la riduzione drastica di determinati alimenti, comportano una minore assunzione di alcune vitamine.
Frutta e verdura, le fonti principali: Diverse diete dimagranti, tra cui la nota Dukan, prevedono di rinunciare, nelle prime fasi o a giorni alterni, alla verdura e soprattutto alla frutta. Il perché è evidente: entrambi sono fonti di carboidrati, quindi alimenti calorici.
In realtà esistono verdure più caloriche, altre meno. Lo stesso vale per la frutta. In ogni caso, ciò che si può verificare, soprattutto se si porta avanti la dieta per diverse settimane, è una carenza vitaminica da non sottovalutare.

La colazione ideale per i bambini

Considerato il pasto principale della giornata, deve fornire i nutrienti necessari per affrontare la giornata con energia e non arrivare stanchi e affamati all’ora di pranzo.
Al mattino c’è bisogno di energia e di ottimismo. La prima si recupera con la colazione, il secondo è una questione di atmosfera. A ciascuno il suo stile, ma sicuramente puntare la sveglia 10 minuti prima per accogliere i figli al nuovo giorno con tenerezza, positività e una bella tavola apparecchiata è una buona base.
La routine è importante, sveglia, colazione, lavaggio denti: è bene che i bambini si abituino a questo schema e che escano di casa con quel 20% di calorie necessarie per arrivare all’ora di pranzo (o allo merenda di metà mattina) e con i dentini puliti.

Quanto colesterolo c’è nel tuo piatto?

Qual è il "peso" dell’alimentazione nei livelli di colesterolo del sangue? Quali cibi ne contengono di più? Ecco come orientarsi per tenerlo sotto controllo.
Se è vero che soltanto il 20 per cento circa del colesterolo presente nel nostro sangue proviene dall'alimentazione, è altrettanto vero che i cibi che introduciamo possono influenzarlo in modo sostanziale.
E poi, il binomio colesterolo-sovrappeso è ben conosciuto, ed è provato che una perdita di peso, anche moderata, migliora la salute di chi è cicciottello, ed a maggior ragione, di chi è obeso.
Il colesterolo si tiene sotto controllo anche facendo attività fisica.
Stop ai grassi, ma non a tutti, in generale il consumo di grassi non dovrebbe superare il 35 per cento del totale di calorie assunte.
Ma soprattutto è importante il rapporto tra grassi insaturi e saturi: in una situazione ottimale i primi dovrebbero essere almeno il doppio dei secondi.
Ecco perciò che la lotta contro il colesterolo inizia riducendo in particolare i grassi saturi.
Quindi: Ridurre il più possibile frattaglie, insaccati, carni grasse (oca, anatra, parti grasse del maiale, gallina, agnello), formaggi grassi, panna, strutto.
Attenzione anche a dolci, brioche e merendine, che contengono molti grassi saturi, limitare al minimo burro (poco e meglio se a crudo) e uova (non più di due la settimana).

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