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Curare igiene, intestino e alimentazione per dire addio alla cistite

La cistite è un’infezione delle basse vie urinarie, si manifesta con sintomi che fanno da campanellino d’allarme alla patologia; infatti, se si ha difficoltà quando si urina a causa del bruciore, se si accusa un dolore sovrapubico con la sensazione di non aver svuotato completamente la vescica e, quindi, si ha costantemente bisogno di andare in bagno, potremmo avere la cistite.
Inoltre, si potranno verificare anche delle perdite di sangue con l’urina o quest’ultima essere torbida ed avere odore sgradevole.
L’infezione è causata dalla risalita verso la vescica di batteri patogeni di origine fecale, vaginale, uretrale e, addirittura, intestinale.
Diverse coincidenze fanno sì che questa si manifesti soprattutto nelle donne, infatti, una delle differenze principali fra l’uomo e la donna è la distanza fra l’uretra ed il retto, che nel genere femminile è molto più breve e causa, quindi, la contaminazione dei batteri fecali.

Allergia agli acari: come combatterla

Sono microscopici e innocui, ma non per tutti.
Gli acari della polvere sono infatti responsabili di allergie che possono essere tenute sotto controllo con l’aiuto dell’allergologo e mettendo in pratica qualche piccolo accorgimento tra le mura di casa.
Si nascondono nella polvere, e sono talmente piccoli da essere invisibili a occhio nudo, ma per alcuni la loro presenza può essere comunque davvero fastidiosa.
Sono gli acari della polvere, microrganismi in grado di scatenare reazioni allergiche anche di tipo asmatico.
A differenza delle allergie stagionali, come per esempio quella alle graminacee, l’allergia agli acari è di tipo perenne, in quanto dura per tutto l’anno, anche se di solito i sintomi tendono a peggiorare in autunno: in questo periodo viene infatti acceso in tutte le case il riscaldamento, creando così un habitat perfetto per la proliferazione di questi organismi.
Gli acari per vivere e moltiplicarsi prediligono infatti ambienti con temperature sopra i 20°C e percentuali di umidità oltre il 50%.

Saltare la prima colazione fa male al cuore

Ora lo dicono anche le nuove linee guida americane. 
Fare una sana prima colazione riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
Partendo dalle raccomandazioni dell’American Heart Association sull’opportunità di ridurre l’eccesso di calorie, un gruppo di medici americani – coordinati da Marie-Pierre St-Onge, ricercatrice nutrizionista del Columbia University Medical Center di New York – ha valutato l’importanza della prima colazione in un’ottica di protezione del cuore.
Secondo il team di ricerca ben il 30% degli adulti statunitensi salta la prima colazione e sempre più persone fanno spuntini durante il giorno invece di sedersi a tavola per i tre pasti tradizionali.
Facendo colazione tutti i giorni, vi sono meno probabilità di andare incontro ad ipercolesterolemia ed ipertensione, noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Inoltre, coloro che saltano il primo pasto della giornata hanno maggiori probabilità di andare incontro a obesità e diabete.

Menopausa e tiroide

Le modificazioni ormonali che segnano la fine dell'età fertile possono avere ripercussioni anche sulla tiroide.
In presenza di sintomi sospetti, meglio fare un controllo.
Quando la menopausa si avvicina e gli ormoni femminili iniziano a calare può talvolta risentirne anche la tiroide.
Questa ghiandola ha le dimensioni di due noci messe vicine, ma gioca un ruolo essenziale per la vita in quanto contribuisce a regolare i processi metabolici, la contrattilità cardiaca, il tono dei vasi sanguigni, i livelli di colesterolo, il peso corporeo e molte altre funzioni.
Se questa preziosa ghiandola funziona poco o male le ricadute sono quindi su più fronti.

Diabete: quali cibi evitare

Cosa deve evitare di mangiare chi ha il diabete?
La prima cosa a cui si pensa sono i dolci, ma sono tanti i cibi che alzano repentinamente la glicemia a cui i diabetici è bene facciano attenzione.
Prodotti raffinati e industriali
Riso bianco, pasta e pane di farina bianca, hanno un alto indice glicemico e andrebbero sostituiti con riso, pane e pasta integrali. Attenzione anche alla pizza, se proprio non riuscite a rinunciarci, che non sia più di una alla settimana, che sia di dimensioni ridotte, che sia condita con verdure, meglio se preparata con impasto integrale. Da evitare cibi molto zuccherati come le caramelle e le bibite, ma anche quelli fritti e industriali che contengono zuccheri, grassi e additivi in abbondanza. Meglio stare alla larga anche dagli hamburger con formaggio e salse dei fast food, come pure dalle patatine fritte.

Troppo sale in tavola fa male al cuore

L’assunzione giornaliera di una quantità eccessiva di sale è correlata, a lungo andare, con un netto aumento del rischio di infarto e ictus.
Bastano cinque grammi di sale in più al giorno rispetto al consumo quotidiano massimo raccomandato (5 grammi) per aumentare del 23 per cento il pericolo di ictus e del 17 per cento quello di malattia cardiovascolare.
In condizioni normali il nostro organismo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 g di sodio, quota che può arrivare, in condizioni particolari (sudorazione prolungata), fino a 3,5 grammi.
E, in linea di massima, il sodio contenuto naturalmente negli alimenti sarebbe già sufficiente a reintegrare tali quantità.
Pertanto il sale che aggiungiamo alle nostre pietanze (un cucchiaino di sale, che equivale a circa 5 grammi, contiene più o meno 0,4 grammi di sodio) risulta spesso superfluo.
E pure dannoso. Può infatti svolgere un’azione pro-infiammatoria, indurre stress ossidativo e un aumento della rigidità delle pareti arteriose, oltre che aumentare il volume del sangue.

Alopecia femminile

Fenomeno in aumento, la perdita dei capelli colpisce una donna su quattro.
Le cause scatenanti possono essere molteplici, legate a fattori ormonali, genetici, a stress, a patologie.
Come capire se la quantità di capelli perduti è fisiologica o destinata a tramutarsi in vera e propria alopecia?
E’ normale perdere da 10 a 50 capelli al giorno. Ma se sul pettine restano tra i 100 e i 600 capelli o se durante il lavaggio ne cadono a piccole ciocche sarebbe il caso di approfondire la situazione con un dermatologo.
In gergo medico, la perdita di capelli si chiama alopecia.
Ne esistono forme diverse, a seconda della modalità con cui avviene il diradamento dei capelli.
Alopecia aerata. In questo caso, la perdita dei capelli è improvvisa e riguarda aree circoscritte della testa, per lo più la zona temporale e occipitale, che restano completamente glabre.
Alopecia androgenetica. Più comune, questo tipo di alopecia si manifesta con un diradamento progressivo, che di solito interessa tempie e sommità della testa, in prossimità della scriminatura. A poco a poco, il cuoio capelluto diventa visibile.

Acne, il cibo è innocente !

La scienza smentisce i luoghi comuni secondo cui cioccolato, salumi e altri alimenti sono responsabili della comparsa dei brufoli.
Le cause sono ben altre.Ancora brufoli! Sembrano spuntare come funghi. Avrò mangiato senz’altro troppa pizza o troppo cioccolato.
E invece no. Sfatiamo un vecchio mito: l’acne non dipende da quello che si mangia.
È una questione molto più complessa. Che comprende ormoni, stress, e può essere peggiorata da cattive abitudini. Ma che con le opportune contromisure può guarire praticamente quasi sempre, anche nei casi più gravi. A patto di rivolgersi alle persone esperte del settore, ovvero ai dermatologi.
L’acne compare soprattutto nel periodo dell’adolescenza, tuttavia può presentarsi anche in età adulta. Nella maggior parte delle persone regredisce intorno ai 30 anni, ma talvolta può persistere anche fino a 40-50 anni.
Può manifestarsi con forme più lievi o più gravi e, se si insinua in profondità nei tessuti, può portare alla formazione di cisti o lasciare cicatrici molto evidenti.
Per non farci rovinare definitivamente la pelle da questa insidiosa malattia cutanea, vediamo quindi qual è la sua origine e quali sono le cause reali: sarà più facile combatterla.
Che cosa c’è alla base del brufolo I tanto temuti brufoli sono dovuti all’infiammazione dei pori della cute che sono stati otturati, in parte o completamente, dal sebo e da cellule morte. L’insieme di questo materiale costituisce il comedone, chiamato comunemente punto nero o bianco.

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